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Il Vino: una storia lunga millenni

Quella del vino, in Sardegna, è una storia lunga millenni. Già l'antico popolo dei nuraghi conosceva le qualità della “vitis vinifera”, che cresceva selvatica.

Lo testimoniano i numerosi ritrovamenti di semi e di vinaccioli dentro gli askos, caratteristiche caraffe nuragiche, e altri scavi che svelano tracce di veri e propri laboratori enologici. Ai ceppi autoctoni si aggiunsero nel tempo nuovi innesti e nuove tecniche di coltivazione.

E oggi in provincia di Cagliari, dal mare alle colline, si producono vini di eccellenza, sintesi dei colori e dei profumi di questa magnifica terra.

L'uva e il vino in Sardegna, una storia lunga millenni Dai vitigni originari sino a quelli importati e sperimentati dai tanti popoli che dal mare raggiunsero l'isola, scoprire le vie del vino in Sardegna significa viaggiare attraverso la storia stessa dell'isola. Dall'epoca nuragica passando per i fenici e i romani, poi ancora i bizantini e gli spagnoli, si arriva a comporre un quadro elaborato e complesso, ricco di influenze differenti oggi racchiuse nell'armonia di gusti unici. Intorno a Cagliari, la coltivazione della vite nelle sue differenti qualità, è presente in tutto il territorio che dall'ampia costa si spinge dal mare verso l'interno, ad arrampicarsi su colline morbide accarezzate dal vento.

La produzione del vino, poi, segue tecniche moderne che vanno ad innestarsi sulle antiche tradizioni, per un prodotto finale di eccellenza che conta sempre più tutele e riconoscimenti. Quelli che in epoca remota furono già laboratori di produzione, come raccontano le scoperte nel Nuraghe Arrubiu di Orroli, oggi sono diventati centri di ricerca e produzione ben attrezzati e di alta professionalità, che garantiscono il rispetto della varietà e la diffusione della conoscenza attraverso una distribuzione vinicola che raggiunge tutto il mondo, collezionando apprezzamenti e riconoscimenti.

L'itinerario di degustazione nella provincia di Cagliari è un tour tra antiche botti e bottiglie, nel fascino delle cantine sociali e di quelle private, di comprovata tradizione, che offrono eccellenze di livello internazionale. Guida del percorso sono le numerose e differenti qualità, che dettano le linee delle produzioni.

Tra i vitigni di origini tanto lontane quanto misteriose, quello che offre il celebre Nasco si distingue per la richiesta di terreni soleggiati, vicini alla costa. Tutelato dal 1972 con la Denominazione di Origine Controllata “Nasco di Cagliari”, è un vino da meditazione di grande valore. Dolce e di colore ambrato, insieme alle suggestioni di frutta matura regala un leggero aroma di muschio, dal cui termine latino “muscus” si può far derivare il nome.

Ben più diffuso è il vitigno bianco del Nuragus, che cresce con piacere in ampie zone di tutta la provincia, trovando facile adattabilità. Ciò non ne limita la nobiltà, con origine molto antiche che si fanno risalire al periodo fenicio. Il Nuragus di Cagliari , DOC dal 1975, con una gradazione minima di 10,5 può essere secco e amabile, e associa al bel colore paglierino il gusto gradevole e fresco, profumato di agrumi e di fiori. Porta con sé memorie di Cartagine anche il Carignano, il pregiatissimo nettare color rubino, il cui vitigno, florido sui terreni sabbiosi,  ama respirare i venti che arrivano dal mare. Esotico, orgoglioso, avvolgente, esprime con estrema eleganza un raro equilibrio di spezie, frutta secca e prugne che si accompagna alla perfezione con carni e formaggi. Il vitigno rosso che regala questo straordinario vino, DOC dal 1977 come Carignano del Sulcis, nella provincia cagliaritana si coltiva nelle zone di Teulada.

Altrettanto apprezzato è il Moscato, DOC come Moscato di Cagliari nella sua varietà del sud dell'isola. Vitigno bianco di eccezionale dolcezza, pare derivi il nome dall'attrazione che il gusto zuccherino aveva sulle api e sulle mosche fin dal tempo dei romani, che lo battezzarono proprio “ vitis apiana”. Color dell'oro è vino liquoroso , morbidissimo e dal profumo di miele e fichi, con sfumature di mandorla che lo rendono compagno perfetto del fine pasto, insieme ai dolci della tradizione sarda.

Risale all'epoca bizantina l'introduzione di un altro celebre vitigno dolce, quello della Malvasia. La Malvasia di Cagliari ha un proprio riconoscimento DOC,  che ne individua la qualità sensuale e nello stesso tempo fresca, elegante, leggermente fiorita. Anche questo, con i suoi 14 gradi, è vino ideale da dessert, affinità sottolineata dalla nota di mandorle tostate che lo contraddistingue.
Forse furono i monaci ad introdurre in Sardegna, all'alba del secondo millennio, il vitigno rosso del Monica, diffuso in tutta l'isola ma che distingue con un suo marchio DOC la tipologia del Monica di Cagliari. Vuole una coltivazione di media collina, su terreni calcarei scaldati dal sole. Talvolta utilizzato per la produzione di uvaggio, insieme ad altri vitigni, nella specificità del Monica permette di ottenere un vino morbido, che fa tornare alla mente il profumo delle ciliegie e delle more. A sottolineare la suggestione è la brillantezza del colore, un rubino chiaro che con l'invecchiamento svela riflessi di amaranto.

Si coltiva anche in alcune zone della provincia di Cagliari il vitigno del robusto Cannonau, il rosso DOC che con tutta probabilità ha origine autoctona ma che la storia lega in particolare al periodo spagnolo. Intenso e corposo, accompagna i piatti di carne con le sfumature calde di spezie e frutti rossi. È di deciso carattere iberico, infine il pregiato Girò, DOC come Girò di Cagliari dal 1972. Dolce rosso di livello altissimo, è coltivato in piccole, pregiate aree. Un gioiello del gusto che con il suo color rubino, custode di intensi aromi di caramello e di ciliegie, riflette le sfumature rare dei tramonti del sud Sardegna. Ai vini DOC storici si è aggiunto, nel 2011, il riconoscimento del Vermentino di Cagliari.

Consorzio Tutela Vini Sardegna - Cantine Sociali

Consorzio Tutela Vini Sardegna - Aziende

 

Comuni interessati: Cagliari, Castiadas, Dolianova, Maracalagonis, Monserrato, Muravera, Pula, Quartu Sant'Elena, Samatzai, Selargius, Senorbì, Serdiana, Settimo San Pietro, Soleminis, Ussana


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