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Sant'Efisio: la festa religiosa più imponente e amata della Sardegna

Il 1° maggio di ogni anno un tappeto di fiori colora il centro di Cagliari, per accompagnare il viaggio di Sant'Efisio dal capoluogo a Nora, luogo del suo martirio (303 d.C.).  La statua del Santo, posta in un'urna di cristallo su un cocchio trainato da un giogo di buoi, è scortata da miliziani a cavallo e preceduta dai suonatori di launeddas, l'antichissimo strumento a fiato simbolo musicale dell'Isola, e dalla sfilata di migliaia di persone negli abiti tradizionali provenienti da tutta la Sardegna.

Decine di migliaia i fedeli e i turisti che giungono in città, chi condotto dalla fede e chi attratto dalla suggestione che eventi come questo riescono ad evocare.

Il cocchio con il Simulacro di Sant'Efisio alla Festa del 1° maggio Arrivano a migliaia da tutti i paesi dell'Isola, in una fantasmagoria di fogge e di colori che solo gli abiti tradizionali sardi sanno esprimere quando li metti tutti insieme. I verdi del Campidano, gli azzurri sulcitani, i rossi della Barbagia, gli austeri chiaroscuri della Gallura, si fondono in un'esplosione di tessuti, ori, argenti, coralli e altri monili. La prima edizione della Festa si tenne nel 1657 e da allora Cagliari rinnova ogni anno al Santo il ringraziamento  per aver salvato la città dalla peste.  La processione parte dalla chiesa di Sant'Efisio situata nell'antico quartiere di Stampace e attraversa le principali vie del centro storico fino a raggiungere il luogo, a 40 chilometri da Cagliari, dove Efis fu martirizzato sotto l'imperatore Diocleziano. A Nora, nella chiesetta edificata proprio su luogo del suo martirio, il simulacro sosta sino al 4 maggio, data del suo rientro a Cagliari.

I riti della festa iniziano il 30 aprile con la vestizione del Santo, nella Chiesetta di Stampace. I membri dell'Arciconfraternita del Gonfalone sistemano all'interno del cocchio la statua, ornata dai gioielli offerti dai fedeli come ex voto. La mattina del 1° maggio il Terzo Guardiano e Sa Guardianìa si recano al Comune per incontrare l'Alter Nos, il sindaco di Cagliari o un suo delegato, e accompagnarlo alla chiesetta di Stampace dove nel frattempo si sono radunati i Miliziani che faranno da scorta al Santo.

La processione si apre con le traccas, i carri trainati da buoi e adornati a festa, seguiti dalla sfilata di migliaia di persone negli abiti tradizionali, provenienti da tutta la Sardegna. La melodia delle launeddas precede il cocchio del Santo, accolto all'arrivo in via Roma dal suono delle sirene delle navi attraccate nel porto e da un tappeto di petali di rose.

Attraversate la principali vie del centro storico e lasciata la città, cinque sono le soste che il Santo fa prima di raggiungere Nora. La prima è a Giorgino, nell'antica chiesetta della famiglia Ballero dove gli vengono cambiati il cocchio dorato (sostituito da una carrozza di campagna) e gli abiti: il manto di broccato rosso foderato di raso bianco e gran parte dei gioielli lasciano il posto ad una modesta tunica e ad ornamenti di minor pregio.

Da qui la statua viene portata fino alla Maddalena Spiaggia, dove fa la seconda sosta per ripartire per la borgata di Su Loi e Villa d'Orri: il Santo giunge qui in una cornice suggestiva di luci, in mezzo al verde dei ficus e delle palme.  Una messa e un rinfresco prima di riprendere il viaggio fino a Sarroch, dove trascorre la notte. Il giorno dopo la processione riparte di buon mattino e, nel tardo pomeriggio, dopo le soste a Villa San Pietro e a Pula, il simulacro raggiunge finalmente la chiesetta di Nora, dove rimane fino al 4 maggio, giorno in cui riprende il cammino verso Cagliari, accolto dai tantissimi fedeli che lo riaccompagnano nella sua chiesetta di Stampace.

Comuni interessati: Cagliari, Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro, Pula

Periodo consigliato:

Dal 30 aprile al 4 maggio

Durata visita :

La processione nella città di Cagliari dura circa 3 ore


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